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News: : Tollerare gli intolleranti? No, grazie!
(Categoria: IoStoConOriana.it)
Scritto da pierlu
Tuesday 23 August 2016 - 18:20:03

Era il 1685 quando John Locke scriveva “Lettere sulla tolleranza”; era il tentativo di una fondazione etica e politica della tolleranza, attraverso la definizione delle proprietà e dei diversi campi di influenza di Stato e Chiesa, di Religione e Società. Il libretto costituita un grande passo in avanti per l’epoca, tuttavia Locke riteneva che gli atei non dovevano essere tollerati, perché essi non potrebbero mantenere patti, promesse e giuramenti, che sono i vincoli della società umana. Anche la Chiesa cattolica romana non poteva essere tollerata perché, secondo Locke, “tutti quelli che entrano in tale Chiesa, devono, ipso facto, abbandonarsi alla tutela e al servizio di un altro principe”. Ciò si spiega con il fatto che si temeva che il cattolicesimo potesse prendere il sopravvento. Un passaggio che tengo è sottolineare è quello in cui Locke sostiene che l'unico modo che una Chiesa ha di guadagnare proseliti è la loro conversione attraverso la persuasione e non con la violenza. A distanza di alcuni secoli il quesito si ripropone: Che cosa è tollerabile? Esiste un limite alla tolleranza? Cosa uno Stato liberale di diritto non può e non deve tollerare?
Parafrasando Habermas: il fondamentalismo, o meglio le “culture fondamentalistiche ”. Tali culture, come reazione alla violenza della modernizzazione, rappresentano un impulso di rinnovamento tipicamente moderno. Questo è ciò che Habermas chiama il paradosso del fondamentalismo che, volendo restaurare l’antico (la tradizione “pura” e “vera”), nei fatti rappresenta un movimento tipicamente moderno. Tutte le religioni mondiali, continua Habermas, hanno prodotto i loro fondamentalismi, anche se non tutte le sette sono fondamentaliste. Comunque quello che è impossibile realizzare con i fondamentalisti è la possibilità di un dialogo paritario: tali visioni radicali sono, per loro natura, incapaci di riflettere sul rapporto che le collega alle altre visioni della vita e del bene, non ammettono nessuno spazio al dissenso interno, sono quindi intolleranti. Ed è proprio questa intolleranza ad essere intollerabile poiché la convivenza, equiparata giuridicamente, di diversi stili di vita, presuppone che le diverse appartenenze culturali si rispettino e riconoscano reciprocamente.
Uno Stato di diritto può creare le condizioni affinchè una cultura si riproduca e si conservi, ma l’individuo deve essere lasciato libero di scegliere: cioè deve poter dire sì o no ad una data cultura, anche a quella di appartenenza. Quindi, per noi è normale e legittimo che un “occidentale” abbracci una cultura e una religione diversa da quella da cui proviene; non altrettanto dicasi per l’islam, di fondo intollerante, che non permette altrettanto impedendo la messa in discussione di ruoli e sistemi. Non solo, ma esige, pretende in modo arrogante di essere tollerato là dove esso stesso si dimostra intollerante.
Da un punto di vista teorico poi, il modello islamico implica la subordinazione del diritto alla religione: le norme traggono la propria forza dalla parola di Dio, rivelata nel Corano e dai detti e fatti ( Hadit e Sira, cioè la biografia del Profeta, che costituiscono la Sunna cioè la tradizione) di Maometto che insieme indicano la Sharia, Via rivelata da seguire.
Possiamo appellarci alle più disparate teorie sociologiche per concludere che non è con l’intollerare gli intolleranti che si debella l’intolleranza in quanto tali intolleranti si sentiranno sempre più intollerati nel loro diritto ad essere intolleranti e quindi saranno, giustamente, sempre più incazzati, poverini. Sarà, ma dal mio ristretto punto di vista sono qui a dire che di certo tollerare gli intolleranti non farà altro che aumentare il loro diritto ad essere intolleranti; mi dispiace, ma io rivendico il mio diritto a non essere tollerante con gli intolleranti, sempre. Fate voi.

Mastro Cecco


Questa News è tratta da:Io Sto Con Oriana
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