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News: : Il nemico che non riconosciamo come tale
(Categoria: IoStoConOriana.it)
Scritto da pierlu
Monday 31 October 2016 - 19:16:55

Lee Harris, intellettuale americano ha scritto:”Nemico è chi è disposto a morire per ucciderti. E anche se il nemico ha un motivo preciso per odiarci, è il suo non il nostro. Ci odia per i nostri errori non meno che per le nostre idee. Lui vede un mondo diverso da quello che vediamo noi e nel mondo che lui vede noi siamo i suoi nemici. Per noi è difficile capire questo, ma dobbiamo farlo se vogliamo comprendere cosa significa il concetto di nemico”.
Perché gli islamisti ci odiano così tanto? Qualsiasi cosa l’occidente abbia fatto al mondo arabo-islamico nei passati 200 anni non giustifica l’odio nei nostri confronti. Per l’islamista la nostra sola esistenza è fonte di odio. Vedendoci come suoi nemici ci costringe a vederlo come nostro nemico, ma qui sta il problema, in quanto noi occidentali e in particolare noi europei, non siamo più abituati a ragionare con la categoria “nemico”. E allora chi vuole la nostra distruzione non è un “nemico”, ma un amico di cui non ci siamo preoccupati a sufficienza e se ce l’ha con noi avrà i suoi motivi, razionali.
Se può essere vero che l’islam è una religione con grandi differenze regionali, il nocciolo essenziale rimane lo stesso, ovvero Maometto è l’ultimo profeta di Dio e il messaggio trasmessogli nel Corano è l’unica verità rivelata. Il sistema valoriale islamico si fonda su tre forme di disparità che hanno forgiato e forgiamo ancora adesso la cultura musulmana: il fedele è superiore all’infedele, il padrone allo schiavo, l’uomo alla donna. Derivate dal codice dell’Arabia di 14 secoli fa si contrappongono alla democrazia e alla tolleranza, metterle in discussione vuol dire mettere in discussione l’essenza stessa dell’islam, quindi democrazia e islam non sono congruenti, salvo modificare l’essenza del secondo in modo che aderisca al primo.
Maometto era maschio, dominatore, fedele ad Allah. Il potere schiacciante del primo islam in vari campi era la prova della superiorità del messaggio contenuto nell’islam. Come si spiega allora agli occhi di un islamista la superiorità economica, militare, tecnologica odierna dell’occidente miscredente? Semplice, tutto ciò è dovuto al fatto che i musulmani si sono allontanati dalla forma pura e tradizionale dell’islam e l’infedele ha sfruttato la scarsa religiosità dei musulmani. Ma perché è scomparsa la forma pura dell’islam predominante ai tempi di Maometto? Come può una forma superiore soccombere a una inferiore? Gli arabi rispondono con la teoria del complotto. La storia dell’islam è piena di congiure e complotti. E’ la stessa spiegazione che danno anche oggi: sono gli americani e il Mossad israeliano a compiere gli attentati per poi incolpare l’islam ed avere così la motivazione per perseguitarlo. A questo risentimento aggiungete Israele, ovvero un pugno di ebrei, persone di serie “B” agli occhi di un islamista in quanto hanno rifiutato il messaggio di Maometto, che è riuscito nel 1948 a sconfiggere gli eserciti arabi. Era, ed è ancora oggi, inconcepibile che Israele abbia potuto vincere senza l’intervento di forze diaboliche; infatti non a caso Khomeini descriveva l’America come il grande satana e Israele come il piccolo satana.
L’occidente ha il potere, ma la parità tra uomo e donna, l’essersi lasciato andare ai piaceri profani e la scarsa devozione a Dio l’ha corrotto e indebolito. L’occidente tenta anche di sedurre diabolicamente il fedele musulmano, vuole spingerlo a diventare come lui, un apostata, un debole, un decadente. Un peccato, l’apostasia, capitale nella cultura islamica: ecco perché l’occidente è il “nemico”. La cura dunque è più islam, e di quello puro, non meno islam o islam “moderato”, un ossimoro, una categoria inventata dall’ottimistico occidente.
L’uomo occidentale ha dimentico che esiste una categoria che si chiama “nemico”, l’uomo islamico no, il suo odio è più antico dell’impegno americano in medio oriente o della nascita di Israele, il suo odio si fonda su concetti islamici classici. Sempre citando Harris, ci sono due modi con cui le persone reagiscono al pericolo di essere viste come nemico: accettare l’ostilità e comportarsi di conseguenza, oppure negare. Ci sono infatti molti in Europa e in America convinti che siano state le nostre azioni passate a scatenate il loro odio, dunque un po' ce lo meritiamo, quindi basta cambiare il modo di agire per non essere più odiati dal mondo islamico. Altri invece, ritengono che i problemi che affliggono il mondo arabo sono solo in minima parte riconducibili ai misfatti occidentali avendo a che fare con circostanze specificatamente arabo-islamiche. Questi ultimi riconoscono nell’odio islamico una forma contemporanea di un qualcosa per il quale non esiste altra definizione se non quella del “male”, concetto comprensibile sia per i credenti che per gli atei (come definire gli assassini di massa del secolo scorso del nazismo e del comunismo se non come “male”?).
Molti ottimisti moderni dopo aver sotterrato per sempre il concetto di “nemico” che tanti danni ha prodotto in passato (guerre di religione che hanno devastato l’Europa, dopo l’illuminismo, dopo la rivoluzione francese, dopo due guerre mondiali) non sono disposti a dissotterrare nuovamente questo concetto e spiegano il mondo con categorie storico-politiche e socioeconomiche, ovvero ragionevoli; per lui è impensabile che la molla che spinge il nemico all’odio e all’azione sia l’irrazionalità, o se volete parafrasando la Arendt, la banalità del male, il male in quanto tale. Beh, forse è proprio vera l’espressione secondo la quale “il nemico non si può comprendere”. Piaccia o meno, un nuovo pensiero insopportabile si affaccia: noi occidentali abbiamo un nemico, vuole la nostra rovina, la nostra fine. Dopo le catastrofi del XX secolo è risorta una nuova ideologia che mira al potere mondiale e che per ottenerlo è disposta a distruggere tutto quello che l’occidente, con sforzi secolari, ha prodotto. Ed è allarmante vedere che l’occidente non riesce a trovare un accordo sul tipo di pericolo che ciò rappresenta. Noi pensiamo in termini di pensione, loro di secoli e secoli: quali figli domineranno la terra? Il culto del dubbio può condurre all’autodistruzione. Nella guerra tra fanatici e dubitaristi chi credete che vincerà? Consiglio per la lettura: Lee Harris, “The suicide of reason”.



Questa News è tratta da:Io Sto Con Oriana
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